Vegagest punta sui deteriorati

05/14/2019

Milano Finanza

Mira a diventare primo gestore indipendente anche per le situazioni complesse. In rampa di lancio cinque fondi dedicati ai distressed asset. Il piano e il nuovo nome saranno presentati oggi. Nel mirino anche procedure concorsuali e crisi di impresa Vegagest sgr è pronta al debutto sul mercato con la sua nuova veste di investitore dedicato al mondo dei crediti deteriorati in chiave di ristrutturazione e rilancio delle aziende in difficoltà.

Il management team svelerà oggi il nuovo nome della società e i piani di sviluppo dopo il passaggio della sgr sotto il controllo di Europa Investimenti a fine 2017 e dopo che a sua volta Europa Investimenti è passata sotto il controllo di Arrow Global Group, uno dei principali investitori e gestori di debito in Europa quotato al London Stock Exchange, mantenendo comunque al suo posto il management team. Già in occasione dell’acquisizione della sgr, l’ad di Europa Investimenti, Stefano Bennati, ha spiegato che «l’obiettivo della sgr sarà diventare primo asset manager italiano indipendente focalizzato sul mercato dei distressed asseting rado di eseguire e gestire investimenti anche nelle situazioni a maggiore complessità, nonché nell’ambito delle procedure concorsuali e nella crisi di impresa».

Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, Vegagest, guidata dall’ad Claudio Nardone (già manager di Europa Investimenti), si prepara a lanciare una batteria di fondi. Il primo è dedicato agli Utp corporate, secured e unsecured, oggi in portafoglio alle banche italiane di medie e piccole dimensioni. La proposta è quella di comprare l’intero portafoglio Utp corporate di queste banche, con queste ultime che andrebbero a sottoscrivere quote del fondo in modo tale, da un lato, da ottenere la cosiddetta derecognition dal punto di vista delle norme di vigilanza bancaria e quindi liberare capitale, e, dall’altro, di poter partecipare un domani del rilancio delle aziende debitrici, che, grazie all’intervento del fondo, che metterà nuova finanza, in modo tale da permettere alle aziende in questione di tornare a crescere e di ripagare i loro debiti. Non è ancora stato stabilito un target di raccolta, in ogni caso si tratterà almeno di 100 milioni di euro, ma è più probabile che si arrivi a 250 milioni per poter investire in un centinaio di operazioni single name di piccolo taglio (Arrow Global anchor investor). Vegagest sgr ha già fatto le prove generali per il debutto sul mercato dei crediti deteriorati.

Negli ultimi mesi, insieme a Reage Duff & Phelps, ha partecipato al beauty contest indetto dalla Sga, al lavoro per trovare i compagni di viaggio per comprare gli Utp immobiliari di banche medio-grandi, inserirli un fondo di cui queste banche sottoscriveranno le quote e che sarà dotato di risorse finanziarie tali da supportare i piani di rilancio delle società debitrici. Risorse che sarebbero fornite anche dalla stessa Sga, forte del suo programma di emissioni obbligazionarie. A oggi non è stato ancora scelto il partner vincitore, ma circola il nome di Prelios, che sarebbe in cordata con Dea Capital Real Estate sgr e con Yard. Tornando a Vegagest, gli altri fondi in preparazione sono un fondo Reoco, un fondo di direct lending specializzato in fatture commerciali che funzionerà tramite una piattaforma fintech proprietaria; un fondo di private equity di special situation; e un cosiddetto securitization fund, cioè un fondo che funzionerà come un spv, che acquisirà crediti npl e a cui si applicheranno limiti e vantaggi della legge 130/1999 sulle cartolarizzazioni.